26 dicembre 2010

[wxPython] La nostra prima finestra (video)

A volte le immagini valgono più di mille parole e quindi ecco un video per vedere in azione la prima lezione di wxPython.

24 dicembre 2010

L'anno che verrà..

Dio, Allah, Geova, Manitù, Buddah, Ganesha, Tux, Uomini del minuto o chiunque sia in ascolto, dopo aver risolto i problemi cruciali del Mondo come guerre, fame, malattie e governi ladri, perché non date un'occhiata anche alla mia lista dei desideri e con un piccolo gesto della mano, esaudirli senza troppa fatica?

In ordine sparso vi chiedo quindi di far...

...capire che non è coi tagli alla cultura, ricerca, sanità e servizi ai cittadini che si esce dalla crisi;

...terminare l'ottusa ignoranza verso il software libero e smetterla una volta per tutte di prendere posizioni a priori. Il nuovo modo di agire deve essere prima provare e poi giudicare;

...capire a Valve e Blizzard che Half Life 3 e Diablo 3 devono vedere la luce;

...capire che non si possono spremere i normali cittadini chiedendo a loro di coprire gli errori economici e strategici di chi è nella stanza dei bottoni;

...capire che calcio, grandi fratelli, isole, tette e culi non solo altro che oppio per i popoli e sono usati per ottenebrare le loro menti. Un uomo che si pone domande e pensa con la sua testa è molto pericoloso per i (pseudo)potenti;

...terminare l'egemonia di banche ed assicurazioni, perché sono troppo dannose;

...capire che aumentare le tasse in periodi di crisi conclamata, è un delitto. Non bisogna sostenere le grosse corporazioni che se ne infischiano di tutto e tutti ed invece bisogna sostenere lo sviluppo del mondo del lavoro, che è l'unica condizione necessaria per non soccombere di inedia;

...capire ai signori del marketing di smetterla di far vedere un mondo che non c'è, non ci credono neanche loro;

...capire che i beni primari devono essere di tutti e per tutti e non delle società con fini di lucro. Tra questi beni c'è anche la connettività, che deve essere un diritto;

...smetterla di riempirsi la bocca con termini inglesi, francesi, indiani, ecc... dei quali più di una volta ho il sospetto che non si conosca bene il significato;

...allineare i pianeti (questa la capiamo in pochi, ma buoni);

...trionfare il rock n' roll su tutto il resto;

Basta ho finito, poi magari mancando ancora sei giorni all'inizio del nuovo anno mi verranno in mente altri punti che non farò altro che aggiungere.

Buon Natale e buon Anno a tutti.

17 dicembre 2010

Niente religioni, è solo software.

Ho ricevuto un paio di email piuttosto piccate che mi accusano di essere un integralista di GNU/Linux e di non scrivere una sola parola sul mondo Microsoft perché lo considero il male.

Ho ignorato queste email, anche perché poche e sporadiche, ma poi l'ultima conteneva anche offese gratuite che mi hanno fatto un po' perdere la pazienza. Non capisco davvero perché si debba preferire la difesa ad oltranza di una posizione ciecamente, anziché guardarsi intorno e cercare di capire il mondo.

Se la scelta di seguire e sposare una causa a prescindere da tutto avviene in ambito sportivo, religioso e/o politico posso anche capirlo. Ma difendere a priori una società che deve fare del profitto a discapito di tutto, beh signori miei avete preso un abbaglio. Ripeto il concetto: il profitto come primario obiettivo.

Lo ribadisco per l'ennesima volta, non ho nulla contro Microsoft. L'azienda ha fatto nel corso della sua storia, tante cose positive per lo sviluppo dell'informatica come la conosciamo oggi ed altre molto negative. Il fatto che non usi una versione di Windows, non vuol dire che sia contro la società fondata da Gates ed Allen.

Come molti prima di me, mi sono semplicemente posto delle domande e sperimentato sulla mia pelle questa o quella soluzione, trovando da solo la mia strada. Non dirò mai che io ho la verità e che tutti gli altri sbagliano, non mi interessa questo. Dico solo che se nella mia vita posso scegliere, prima di dire che una direzione non è quella giusta la voglio provare e se non lo faccio almeno mi astengo dal giudicarla errata.

Un ultima considerazione (che richiama anche il titolo), ricordatevi che stiamo parlando di software, non della pace nel mondo. Non ci scanneremo mica per un insieme di righe di codice?

Tutto qui, spero di aver chiarito il concetto una volta per tutte.

[wxPython] Aggiungiamo un bottone ed un evento.

Dopo aver creato la nostra prima finestra, adesso è il momento di popolarla ed iniziamo col metterci un bel bottone.

Lasciamo lo stesso codice creato in precedenza, ma aggiungiamo (ovviamente) qualcosa.
  1. import wx
  2. class Main(wx.Frame):
  3.    def __init__(self,main,id):
  4.       wx.Frame.__init__(self,main,id,'Main',size=(600,400))
  5.       panel=wx.Panel(self)
  6.       button=wx.Button(panel,-1,label="Messaggio",pos=(10,10),size=(100,30))
  7. if __name__== "__main__":
  8.    app=wx.PySimpleApp()
  9.    frame=Main(None,-1)
  10.    frame.Show()
  11.    app.MainLoop()
Ma che abbiamo fatto in più di prima? Vedete la riga in blu, la 6? Essa aggiunge all'applicazione un bottone (wx.Button). Tra parentesi troviamo l'oggetto da cui dipende (panel), l'id (-1, quindi non esplicitato), la descrizione che comparirà sul pulsante (Messaggio) la sua posizione (10 px da destra e 10 px dall'alto) e la grandezza del pulsante stesso.

Eseguiamo il tutto e questo è il risultato.


Ma adesso che abbiamo creato un bottone non vogliamo fargli fare qualcosa? Ovvio che sì e quindi aggiungiamo un evento.

  1. import wx
  2. class Main(wx.Frame):
  3.    def __init__(self,main,id):
  4.       wx.Frame.__init__(self,main,id,'Main',size=(600,400))
  5.       panel=wx.Panel(self)
  6.       button=wx.Button(panel,-1,label="Messaggio",pos=(10,10),size=(100,30))
  7.        self.Bind(wx.EVT_BUTTON,self.closewindow, button)
  8.    def closewindow(self,event):
  9.       self.Destroy()
  10. if __name__== "__main__":
  11.    app=wx.PySimpleApp()
  12.    frame=Main(None,-1)
  13.    frame.Show()
  14.    app.MainLoop()
Le nuove righe introducono alcuni concetti nuovi. La riga 7 introduce un evento bottone (wx.EVT_BUTTON), che viene scatenato alla pressione del tasto quindi. Si seguito la funzione (closewindow) viene associata al nome del bottone (button).

Eseguendo l'applicativo e cliccando sul tasto si chiuderà la finestra.

Raccomandandomi fino all'esasperazione dell'importanza dell'indentazione del codice, ci si risente alla prossima.

11 dicembre 2010

[wxPython] La nostra prima finestra

Amo Python e lo considero il miglior linguaggio di programmazione orientato agli oggetti mai inventato da essere umano (grazie Guido). Ci faccio davvero di tutto, se solo lo bevessi anche il caffè, ed anche se le mie applicazioni sono in maggioranza in ambito web e dintorni, spesso devo mettere delle interfacce utente ai vari programmini scritti e per questo ormai da un po' mi affido a wxPython, una libreria grafica multipiattaforma per dare un volto al codice Python.

In ambiente GNU/Linux installare Python e wxPython è davvero semplice, troviamo tutto dentro il Synaptic di turno e quindi non mi soffermo più di tanto su questo aspetto.

Non perdiamo tempo e partiamo subito creando il codice per visualizzare la nostra prima applicazione, una finestra che 600x400 px. che contiene... nulla.


01 import wx
02
03 class Main(wx.Frame):
04   def __init__(self,main,id):
05      wx.Frame.__init__(self,main,id,'Main',size=(600,400))
06      panel=wx.Panel(self)
07
08 if __name__== "__main__":
09   app=wx.PySimpleApp()
10   frame=Main(None,-1)
11   frame.Show()
13   app.MainLoop()


Andiamo a spiegare quanto scritto. Nella riga 01 importo la libreria grafica e nella riga 03 creo la classe Main che conterrà un wx.Frame che altro non è che la base della mia finestra.

Entriamo nella classe e creiamo alla riga 04 la prima funzione, chiamata __init__, che è il vero e proprio costruttore della nostra finestra. I parametri passati sono quelli per identificare a chi ci stiamo riferendo, in questo caso a se stesso (self), il nome e l'id del nostro contenitore. Fatto questo diamo i parametri al nostro wx.Frame ed alla riga 05 avviene proprio questo ed in aggiunta a quanto proposto prima aggiungo il titolo, 'Main', che comparirà nella barra del titolo e le dimensioni in pixel (size).

Non resta poi che creare il wx.Panel che conterrà tutti i nostri oggetti, siano pulsanti, immagini o quant'altro. Ora naturalmente contiene... il nulla. (riga 06).

Da 08 a 13 ci sono le righe che mettono in secuzione quanto creato e potete anche copiarle ed incollarle per tutte le applicazioni. Sappiate che app è il cuore della nostra applicazione e frame quello che si vede.

Ecco il risultato del codice proposto, che potete lanciare dal vostro editor (se lo permette) oppure con l'interprete Python con $ python nome_file.py.



Ci siamo, la nostra prima finestra in wxPython. Unica raccomandazione OCCHIO ALL'INDENTAZIONE DEL CODICE, potreste ammattirvi per trovare un errore che in realtà errore non è.

A presto.

Convertire vmdk in vdi

Avete un'immagine per Wmware e vi serve un'immagine per Virtualbox? Nessun problema, qemu ci può aiutare.

Immaginiamo di avere un file chiamato chromeos.vmdk e di volerlo trasformare in chromeos.vdi. Utilizzeremo qemu per la nostra operazione.
sudo apt-get install qemu

Spostamioci nella cartella che contiene il file da convertire e digitiamo:
qemu-img convert chromeos.vmdk /tmp/chromeos.bin

Ci siamo quasi, manca poco, manca solo questo:
VBoxManage convertdd /tmp/chromeos.bin chromeos.vdi


Ecco fatto.

03 dicembre 2010

Google ama Celtics.it

Che altro aggiungere?

27 novembre 2010

Sistemi aperti, una scelta dovuta.

Anni fa (molti anni fa visto che parliamo del 1969), venne creato un sistema di comunicazioni ed interscambio dati che tra le caratteristiche avrebbe dovuto avere quella di resistere ad un attacco nucleare e continuare a funzionare anche se alcuni nodi fossero stati distrutti. Se a qualcuno pare di notare qualcosa di familiare su quanto detto, avete perfettamente ragione. Sì perché ho illustrato, in maniera molto sintetica, alla nascita di Internet.

Partendo dall'assioma di pluralità e libertà alla base della diffusione della madre di tutte le reti, vi fu nel corso del tempo un florilegio di aziende che contribuirono tantissimo allo sviluppo di tecnologie e software per migliorare quando di grandioso i ricercatori avevano intuito.

Tutto era molto pionieristico e naif, fino a quando qualcuno non intuì che il centro del commercio non sarebbe stato nell'hardware, ma nel software. Così si pensò bene di imbrigliare quello che era sempre stato uno degli aspetti fondamentali dell'informatica, cioè la condivisione del codice. La base di questa inversione di marcia fu la creazione dei sistemi operativi, software pressoché identici che giravano su macchine anche molto diverse da loro e per quali si sarebbe dovuta pagare una licenza per il loro utilizzo. Vi suona familiare anche questo? Sì però non fu né MicrosoftApple a creare questo tipo di business, ma bensì AT&T con versioni diverse di Unix.

Sempre negli stessi anni (siamo nei ruggenti '80) però il rifiuto di alcuni di lavorare in un sistema chiuso e in aperta concorrenza con la diffusione del software se non per fini commerciali, fece nascere in alcuni uomini ed in uno in particolare, Richard Stalmann, la volontà di creare qualcosa di aperto che permettesse la libera diffusione di idee e soluzioni abbattendo i limiti imposti dalle case di produzione. Era nata la FSF ed era stato creato un sistema aperto che venne chiamato GNU. Il resto lo fece la diffusione del Personal Computer (PC), la creazione della GPL e la nascita del 1991 di un sistema aperto chiamato Linux.

Sono passati molti anni da quando il software, l'hardware e tante menti geniali creavano le basi per un mondo "informatico" migliore. Due delle grandi idee si sono nel frattempo sviluppate ed affermate e cioè avere sistemi aperti di comunicazione e software, sempre aperti, che permettessero di interagire con quelle dannate scatolette che avete davanti agli occhi in questo momento.

Ma a che punto siamo realmente oggi? Beh a dire il vero non è cambiato molto. Il monopolista tra i software di massa ora si chiama Microsoft e l'apertura tecnologica è sempre nelle mani della FSF e del movimento da essa derivato, l'Open Source. Però in quasi vent'anni gli strumenti sono cresciuti a dismisura e GNU/Linux (questa è l'esatto modo per riferirsi ad un sistema che ha strumenti GNU ed kernel Linux) hanno raggiunto un grado di usabilità incredibile. Progetti come Ubuntu, Debian, Mint, Slackware, Fedora e davvero tanti altri, hanno messo nelle mani degli utenti dei sistemi operativi e dei software di una affidabilità estrema. Però in pochi lo sanno ed in Italia ancora meno.

Sono sempre per la più piena libertà di espressione e quindi non dirò mai a nessuno che fa male ad utilizzare un prodotto anziché un altro. MAI. Questo è integralismo e questo modo di pensare porta sempre guai. Però mi chiedo (e me lo chiederò fino a che campo), come mai non ci sia la curiosità di verificare se c'è un bel giardino oltre il muro di cinta e se magari si vive meglio in quel giardino. Ok, passatemi la metafora, ma il senso del mio discorso è questo: PROVATE e siate CURIOSI. Non bisogna restare ancorati a convinzioni ancestrali e/o inculcateci per qualche strano senso del pericolo. La possibilità di scegliere c'è.

Tutto questo discorso poi però diventa rabbia. Sì perché se parliamo di libere persone che del loro tempo e dei loro soldi possono fare quello che vogliono, nulla da dire, siete appunto liberi. Ma quando il discorso va sulla pubblica amministrazione e tocca i soldi di tutti noi e no, qui mi incazzo. Accordi presi con aziende private con software proprietario, che in realtà non fanno altro che fornire programmi base (un foglio elettronico o un programma di posta) proprio no, questo è uno spreco ingiustificato.

Non c'è nessuna possibilità che qualcuno mi convinca che ci sia la necessità in aziende pubbliche (stati, regioni, provincie, comuni, enti, etc) di dover stringere rapporti economici tanto costosi e tanto ingiustificati. E' una condicio sine qua non il passaggio a sistemi aperti in tutti i casi siano i cittadini a pagare per quella risorsa. Sento o leggo che le motivazioni sono in realtà delle scuse, come quelle degli standard o della facilità d'uso, cosa che si potrebbe smontare in minuti cinque, viaggio alla macchinetta del caffé incluso. Qui deve vincere la ragione sulla politica e, specie in Italia, questo non è sempre facile.

La strada è tracciata da tanti nel mondo, che partendo dalla motivazione economica decidendo di tagliare costi, si sono accorti poi che gli strumenti adottati altro non erano che prodotti validissimi. Quindi cosa aspettare, andiamo anche noi verso quella strada, senza paraocchi, ma usando il nostro cervello per capire che siamo liberi di scegliere, sempre.

Uomini liberi hanno inventato sistemi liberi di comunicazione e di interazione, non dobbiamo e non vogliamo che la loro eredità intellettuale vada persa nel tempo, come lacrime nella pioggia (Ohhhhhhh).


NOTA: il discorso introduttivo è volutamente e forzatamente concentrato. Ho inserito link che vi rimandano ad approfondimenti assolutamente dovuti. Se volete capire che una strada diversa c'è e quando poi si parla dei nostri interessi, almeno "conoscere" credo sia dovuto.

10 novembre 2010

Geany snippets

Sempre nel segno del Genio della lampada, al secolo Geany, vi presento grazie ad un video dell'utente tkarbownicki, una feature molto utile e che permette di scrivere codice con una velocità insospettabile. Sono i cosiddetti snippets, letteralmente frammenti, che permettono con una singola riga di testo di decidere il comportamento del programma.



Davvero un grande amico. Geany rules.

07 novembre 2010

Un Genio al mio fianco.

Sono anni ormai che scrivo codice (non voglio contare quanti) e ormai ho provato svariati IDE, Editor o affini. Amo fare classifiche, ma stavolta non c'è davvero bisogno perché c'è un solo vincitore: Geany.

Scoperto per sbaglio qualche anno fa mentre "spataccavamo" col prode Baz!, ormai Geany è entrato nel mio lavoro quotidiano e farei davvero fatica a lasciarlo per una altro IDE/Editor. Ha alcune cose di un comodo assurdo (come un terminale all'interno dell'IDE stesso) e permette davvero una flessibilità enorme anche grazie ai tanti plugins disponibili.



Ma allora è davvero il miglior prodotto in ambito GNU/Linux? No, ovviamente no. Esistono molti altri editor che hanno una profondità del tutto diversa e che hanno una completezza diversa, ma anche un "peso" diverso (penso a Netbeans o Eclipse per dirne un paio), che vogliono una macchina non banale per girare adeguatamente. Però ognuno si sente a casa coi propri strumenti e io mi sento a casa quando ho Geany pronto ad aiutarmi col codice di Python, wxPython, PHP, HTML o Javascript che sia.

Però una richiesta c'è e naturalmente l'ho già inoltrata agli sviluppatori che tanto gentilmente mi hanno risposto molto velocemente. Vorrei che trovandosi sul tag di apertura, specie quelli HTML, fossero evidenziati quelli di chiusura in tempo reale, come avviene per la quasi totalità di tutti gli altri IDE/Editor. Se verrà fatta questa banalità, Geany sarà il mio IDE perfetto.

Se volete aggiornare e/o provare Geany con l'ultima versione disponibile non vi resta che digitare da console:
sudo add-apt-repository ppa:geany-dev/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install geany geany-plugins


Rock n' roll Geany.

Che bella sorpresa LXDE

Dopo un po' di tempo ho deciso di cambiare DE sul mio fedelissimo Microbo. Da Xfce quindi mi sono deciso a passare a Lxde. Prima impressione: una figata pazzesca, per dirla alla Beppe Grillo.

Subito entrato nel sistema noto una certa eleganza rispetto alla DE precedente, e la velocità di reazione è davvero sorprendete. Non riesco davvero a capire perché ci ho messo così tanto per usare Lxde. Configuro le due cosine basilari e sono pronto per l'utilizzo.



Unica cosa vorrei delle icone sul Desktop per lanciare velocemente le applicazioni preferite. Tasto destro sul desktop come al solito e... nulla, non c'è nulla. Mi chiedo come si faccia ad aggiungere dei lanciatori e la soluzione è semplice. Basta creare dei link simbolici.

Facciamo un esempio esplicativo: voglio aggiungere l'icona per lanciare NOME_PROGRAMMA (es.:Iceweasel) sul desktop. Bene apriamo il terminale e digitiamo:
ln -s /usr/share/applications/NOMEPROGRAMMA.desktop /home/nomeutente/Scrivania/NOMEPROGRAMMA.desktop

Quindi se volessi mettere Iceweasel sul Desktop scriverei:
ln -s /usr/share/applications/iceweasel.desktop /home/nomeutente/Scrivania/iceweasel.desktop

NOTA: Al posto di scrivania potreste avere Desktop nella vostra installazione, che quindi nella seconda parte del codice esposto sarebbe:
... /home/nomeutente/Desktop/iceweasel.desktop

Semplice non trovate? Unica nota non credo che si possano spostare le icone e queste verranno allineate in automatico, almeno credo, approfondirò a breve.

Rock n' roll a tutti..

05 novembre 2010

Linux chi?

Oggi pomeriggio ho ricevuto una telefonata da parte del gestore di fonia col quale sono abbonato, che mi chiedeva se potevo rispondere ad un brevissimo sondaggio sul mondo informatico.

Di solito rispondo sempre affermativamente e questo tipo di domande e oltretutto incuriosito dal tema ho accettato ben volentieri. Ecco la conversazione che abbiamo avuto, parola più, parola meno.

Operatore: Ha installato sul suo computer un antivirus?
Io: No.

O: Si tratta di una antivirus gratuito o a pagamento?
I: Non ho un antivirus.

O: Ha mai pensato di acquistare un antivirus?
I: Non ne ho bisogno.

O: Scusi ha detto, non ne ha bisogno? Ma lei possiede un computer?
I: Sì ho detto così e sì ne ho più di uno.

O: Lei naviga in internet?
I: Ovviamente sì ed anche svariate ora al giorno.

O: Possiede un sistema operativo di ultima generazione?
I: Cosa intende per ultima generazione? Rilasciato di recente?

O: Intendo dire se ha adottato un sistema operativo recente. Le spiego meglio. Quando avvia il suo computer dopo le schermo nero, che tipo di logo le appare? Questo logo si compone da quattro lucine fluttuati che poi compongono il main logo?
I: No, quando accendo il computer vedo 5 pallini verdi.

O: Verdi?
I: Sì verdi, ma c'è anche una scritta.

O: Che cosa recita?
I: Mint, Linux Mint.

O: (silenzio inquietante)
I: Pronto!?!

O: Sì sono qui, controllavo una cosa.
I: Quindi?

O: La ringrazio per la disponibilità e la saluto.
I: Mi scusi e l'antivirus?

O: Non rientra nei parametri del sondaggio.
I: Ah capisco, Linux spaventa sempre...

O: Nuovamente...
I: La saluto.

Siamo nel 2010 e non sempre il logo in avvio è una finestra colorata.

NOTA: Non ho nulla contro l'operatore per carità (fa il suo lavoro ed anche per due soldi oltrettutto).

02 novembre 2010

Liberi dai trofei

Mi reputo in discreto fanatico fruitore di videogames (già questo termine mi urtica), ma sicuramente non mi ritengo un fan dei trofei. Certamente durante il gioco quando si raggiungono alcuni traguardi con nomi bizzarri, questi mi strappano un sorriso, ma poi torno subito sul focus del gioco, dimenticando quanto raggiunto.

Scelgo con accuratezza i titoli a cui giocare, non solo per l'aspetto economico, ma perché avendo sempre meno tempo i momenti di svago vanno valorizzati. Quindi in un gioco mi concentro prima di tutto sulla storia in singolo e sono affascinato dalla trame dei giochi avvincenti (Half Life ha fatto scuola in questo). Però non mi interessa più di tanto rigiocare allo sfinimento una storia solo per beccare un trofeo in più. Non voglio certo biasimare chi lo fa e non voglio certo impedire di essere criticato da coloro che diventano dei mostri in determinati titoli. La mia esperienza di gioco potrà essere anche inferiore (discutiamone), ma a me questo basta.

Il divertimento per me è molto cinematografico e finite le emozioni della storia principale, difficilmente mi soffermo sulle missioni secondarie. Bravi a tutti voi che avete tempo e voglia di finire un gioco al 100%, completando tutto quello che è possibile completare, ma non io. Mentre il giocatore incallito si ostina a voler finire tutto un titolo, probabilmente io sarò passato ad un altro e vivendo altre emozioni.

Credo che siano due lati della stessa medaglia, cosa scegliete testa o croce?

06 settembre 2010

Come distrarmi? Ammazzando zombie..

Per chi fa come me al lavoro non ha mai degli orari definiti ed il più delle volte si trova a non staccare mai tra l'ufficio e la casa per una perversa continuità di schiavismo, spesso dalle poche ora di svago chieste ai nostri hobbies vogliamo tanto. Certo avrei potuto far volare aquiloni o costruito navi in bottiglia, ed invece una delle cose che amo maggiormente è stare davanti alla televisione con un bel pad in mano a far danni. Ma cosa chiedere da un gioco dopo svariate ore di lavoro? Beh semplicità di utilizzo, ironia, disimpegno e mutilazioni di zombies. Tutto questo l'ho trovato in un gioco di qualche tempo fa su PSN, Zombie Apocalypse.



Divertente in singolo addirittura esaltante in multiplayer, il gioco mi ha davvero divertito e i semplici comandi e l'ancora più semplice trama del gioco mi ha lasciato entusiasta. Siamo nel solito mondo dopo che qualcosa è andato storto, abbiamo armi a go go e zombies da spiattellare in svariate maniere. Finita la parte descrittiva è ora di far scorrere un po' di sangue putrefatto. Ci sono diversi modi di giocare a questo gioco, io scelgo quello rock n' roll, cioè prima sparo e poi preparo il piano.

Cya

UPDATE: Ringrazio Jerry che mi suggerisce di tenere d'occhio Dead Nation, molto simile a prima vista a Zombie Apocalypse, ma molto più articolato e vario oltre ad essere un titolo certamente più maturo e con maggior spessore. Anche questo sarà distribuito su PSN e sembra proprio entro breve tempo. Grazie della segnalazione e non ci resta che aspettare.

31 agosto 2010

La coerenza nel mondo del calcio, questa sconosciuta

La sessione estiva del calciomercato 2010/11 si chiude senza sussulto alcuno per quel che riguarda la nostra Sampdoria. Si riparte con tutti i nostri campioni per una nuova e si spera esaltante stagione.

Dal 16 maggio scorso ad oggi sono passati esattamente 107 giorni. 107 giorni di fervido entusiasmo per i tifosi della Samp, chiusi sul finale dal sogno svanito legato al possibile ingresso nei gironi della competizione continentale più ambita. 107 giorni comunque indimenticabili, “sporcati” fin dal 16 maggio scorso - e a ben vedere ancor prima - dal continuo, inarrestabile, pesante, a tratti fastidiosissimo can can mediatico inscenato da quotidiani e tv riguardo alle possibili partenze eccellenti di casa nostra.

Un "fastidio" continuo. Per molti, quasi per tutti, la Sampdoria versione 2010/11 avrebbe dovuto presentarsi ai nastri di partenza della stagione in essere, priva di tutti quegli straordinari interpreti capaci non più tardi di 107 giorni fa di regalare alla Genova blucerchiata un’annata da ricordare ed un sogno a lungo cullato ed in ogni caso svanito giocandoselo sul campo fino all’ultimo secondo. Angelo Palombo, Giampaolo Pazzini, Antonio Cassano, Andrea Poli e compagnia si sono visti un giorno sì e l’altro pure vestiti con i colori più improbabili. Accostamenti senza senso quando a conti fatti anche i muri sanno che non esiste divisa e casacca al mondo più bella da indossare di quella sorta dalla comunione cromatica di Sampierdarenese ed Andrea Doria. L’esempio più lampante ci fa pensare ad un notissimo quotidiano nazionale capace in poco più di 100 giorni di vestire con un’altra assai meno affascinante associazione di colori ben nove elementi della attuale rosa a disposizione di mister Di Carlo. Un record… Record “virtuale” poiché alle ore 19.00 e spiccioli del 31 Agosto 2010, nessuno di quei nove calciatori tesserati per la U.C. Sampdoria ha mosso le tende dalla sponda blucerchiata del Bisagno.

La nostra coerenza. Il tutto peraltro senza calcolare minimamente la posizione del sodalizio di Corte Lambruschini, coerente fin da inizio estate nell’affermare - attraverso le parole del presidente Riccardo Garrone e del direttore generale Sergio Gasparin - come non ci si sarebbe privati di uno dei prestigiosi “quadri di famiglia”. Certo il mercato è un grande barnum con il quale ciclicamente bisogna fare necessariamente i conti, ma a prescindere da ciò il fastidio non è mancato… affatto. Un fastidio mitigato da quel piacevole retrogusto della rivincita nei confronti di chi, troppo spesso si dimentica che una “sparata” senza senso può arrivare a ledere i sentimenti e le passioni di una tifoseria intera. L’aver regalato sempre e comunque “rispetto” a tutti evidentemente a poco è servito. Poco male… In fondo siamo ancora tutti qui ed il supermercato non ha proposto né svendite, né saldi. Siamo la squadra più bella del mondo e ci dispiace per gli altri… Cordialità.

Fonte Sampdoria.it

19 agosto 2010

Doveva essere il nuovo modo di comunicare sul web, il nuovo modo di passarsi informazioni. Doveva essere la nuova rivoluzione web 2.0, un'onda che avrebbe sommerso tutti i concorrenti. Ed invece? Beh, non si è realizzato esattamente quanto pensato. Google Wave, presentato dall'azienda di Mountain View in pompa magna, dopo poco tempo viene ufficialmente abbandonato. Devo essere sincero, me lo aspettavo..

Ho iniziato alcuni mesi fa ad usare Wave, ma da subito ho trovato tutto un po' confuso e, come me, i miei colleghi di lavoro che erano gli altri coinvolti nel suo utilizzo. Infatti senza una motivazione apparente abbiamo iniziato ad usarlo sempre meno, fino a non utilizzarlo più per nulla, in modo del tutto spontaneo. Come noi, anche molti altri nel mondo lo hanno pensato, raffreddando l'interesse fino a mettere tutto nel dimenticatoio. Tutto quello che facevamo con Wave lo possiamo ottenere con la normale email ed infatti è proprio quello che facciamo ora.

Probabile che non abbiamo capito bene tutte le potenzialità, ma non sono certo che mi mancherà questo progetto, almeno non nella forma attuale. Resta l'apprezzabile sforzo di unificare tutto il mondo delle comunicazioni, ma avrei sicuramente armonizzato un po' tutto il contesto.

Riprova Google, sarai più fortunato.

12 agosto 2010

Quale verità?

Lungi da me il voler difendere Google a spada tratta, ma mi sembra che stiamo davvero esagerando. Quando si parla di nuove tecnologie si perde il senso della misura, forse perché si conosce poco l'argomento. Recentemente una lettera di intenti tra Google e Verizon, ha fatto gridare all'attentato, perché la rete come viene intesa oggi deve restare libera da condizionamenti dei grandi soggetti. Beninteso sono pienamente d'accordo con tutti coloro che hanno messo le mani avanti per evitare fraintendimenti in futuro, ma mi chiedo perché lo stesso non viene fatto quando ci sono altri soggetti in ballo. Perché nessuno ha alzato il fucile contro gli accordi tra Microsoft-Intel e/o Microsoft-Yahoo, a quel punto invece invocando la pluralità?

Questo lo trovo strano. Come strano è se lo stesso ragionamento proviamo a farlo cambiando settore. Non troviamo strano che politici ed esponenti dell'economia abbiamo talmente tanti rapporti e legami? Ovviamente ogni riferimento ai fatti estivi è puramente voluto.

Quindi non chiedo di chiudere gli occhi, ma anzi tenere la guardia alta, però farlo sempre con coerenza. Chiedo troppo?

11 luglio 2010

Polpo Paul..

Ho resistito finché ho potuto, ma adesso non ne posso davvero più. Ma che cosa volete che ne sappia un polpo di calcio? E' stato addestrato ad entrare in una scatoletta per prendere del cibo e lui lo fa. Poi casualmente su queste scatolette c'è una bandiera e scegliendo una o l'altra indovina la vincente della partita.

Ed allora? Che sarà mai, è solo questione di statistica. Quante volte l'avrà fatto 1 o 2? Come, ben 7 volte? E ne ha indovinate 7.. Ah.. Non lo sapevo. Ma vabbè e che partite avrebbe indovinato? Tutte quelle con la Germania in campo. Quindi ha preso anche la sconfitta con la Serbia, la vittoria sull'Inghilterra e la sconfitta con la Spagna? Però sto mollusco, mica male..

Scusate devo fare un salto alla SNAI.

28 giugno 2010

Dannate trombette.

Come ogni mondiale guardo il numero di partite massimo che il lavoro e le altre cose mi permettono. E anche quest'anno non mi sono sottratto al rito pagano, di turno in Sud Africa.

Un mondiale bruttino per quello che ho visto, ma qualcosa l'ho saltata e quindi il mio più che un parere è un'impressione. Ovviamente mancando ancora una manciata di partite il giudizio potrebbe anche cambiare in meglio.

C'è una cosa però sul quale riesco a dare un bel giudizio negativo: quelle dannate trombette, le vuvuzelas. Non solo sono fastidiose come la morte, con un suono mono-tono davvero irritante, ma le vogliono spacciare anche come uno spettacolo nello spettacolo.

SCHERZIAMO! Spettacolo? Sono solo irritanti e non voglio pensare cosa devono essere in presa diretta, da diventare matti. Strano che non ci siano atti vandalici e cariche di tifosi durante le partite. I nervi a me partirebbero per un viaggio cosmico senza neanche discussioni. Spero che non ci sia nessuna possibilità di vedere questa tradizione portata nei nostri stadi. Se così fosse viva gli inglesi, dove hanno subito stabilito che queste "robacce" sono proibite dentro uno stadio (per ora solo al Torneo di Wimbledon, ma verrà esteso a tutto il Regno Unito).

Lasciamo ad ognuno le proprie usanze. Loro le trombette e noi le bombe carta, non è difficile capire quale sia l'esternazione più civile.

01 maggio 2010

La rivoluzione dell'effimero

Spesso mi trovo a confrontarmi col tubo catodico (niente cristalli per ora) e da esso scaturiscono immagini e suoni che ai più non destano nessuna emozione ed a me invece fanno ghiacciare il sangue. Proprio ieri sera davanti ad un film/documentario sugli italici vizi, mi sono reso conto di quanto siamo alla ricerca dell'isola che non c'è.

In una rincorsa all'astrazione del tutto nostrana, continuiamo a pensare che la strada più facile sia LA soluzione, anche se in cuor nostro sappiamo che questo non è quasi mai vero. Per qualcuno che riesce ad ottenere facili guadagni, un altro milione resta con le fauci a secco. Cercare la notorietà anche a patto di mercificare il proprio corpo è una soluzione, che non giudico e non biasimo, ma che rende tutto effimero. C'è sempre un culo più sodo, un addominale più scolpito ed un cervello più vuoto del nostro, pronto a sostituirci sul palcoscenico della commedia della farsa.

La soluzione però a tutto questo perpetrare amorfo c'è e si chiama sudore. Sudore per ottenere non una gratificazione da un non meglio precisato re di qualche dubbio regno in sfacelo, ma il sudore per l'ottenimento della conoscenza che eleva il possessore oltre coloro che lo giudicano. Studiare per apprendere e poter ragionare sugli insegnamenti, questo si che è il miglior modo di...apparire. Lasciamo il resto a chi vuol solo l'esteriorità, anche se non dobbiamo mai dimenticare il detto mens sana in corpore sano, perché se è vero che ci vuole sostanza, dobbiamo dedicarci anche alla cura del mezzo locomotore del nostro cervello. A patto che non sia l'unica preoccupazione, altrimenti si entra nel più classico dei loop informatici: il temuto ciclo infinito.

20 aprile 2010

Welcome to the jungle

Prima dell'inizio al Boston Garden (vabbè TD Garden) viene sparato in tutto il palazzo l'inno della difesa del territorio.



Welcome to the jungle
We got fun n' games
We got everything you want
Honey, we know the names
We are the people that can find
Whatever you may need
If you got the money, honey
We got your disease

In the jungle
Welcome to the jungle
Watch it bring you to your knees, knees
I wanna watch you bleed

Welcome to the jungle

We take it day by day
If you want it you're gonna bleed
But it's the price you pay
And you're a very sexy girl
That's very hard to please
You can taste the bright lights
But you won't get them for free
In the jungle
Welcome to the jungle
Feel my, my, my serpentine
I, I wanna hear you scream

Welcome to the jungle
It gets worse here everyday
Ya learn ta live like an animal
In the jungle where we play
If you got a hunger for what you see
You'll take it eventually
You can have anything you want
But you better not take it from me

In the jungle
Welcome to the jungle
Watch it bring you to your
knees, knees
I'm gonna watch you bleed

And when you're high you never
Ever want to come down, YEAH!

You know where you are
You're in the jungle baby
You're gonna die
In the jungle
Welcome to the jungle
Watch it bring you to your knees, knees
In the jungle
Welcome to the jungle
Feel my, my, my serpentine
In the jungle
Welcome to the jungle
Watch it bring you to your knees, knees
In the jungle
Welcome to the jungle
Watch it bring you to your
It' gonna bring you down - HA!

28 febbraio 2010

Ciao DjNeophyte

Ogni tanto mi capita di restare basito ed atterrito davanti al monitor del computer per qualche notizia inattesa. Ed è questo il caso, perché vengo a conoscenza della scomparsa di Evan (DjNeophyte), un vero e proprio esempio di cosa sia la passione per il mondo GNU/Linux e di cosa voglia dire mettersi a disposizione degli altri.

Grazie ai suoi consigli molti utenti, me compreso, hanno domato l'ostico pinguino in molte circostanze. Poi quando proprio non si riusciva altrimenti dimostrava passione e disponibilità scendendo nel dettaglio delle problematiche. Grazie ai post sulle pagine su LHQ e non solo, riuscì a farmi riflettere sulle immani cazzate che stavo combinando in fase di configurazione di una linux-box, ormai qualche tempo fa, ed ovviamente mi consigliò di optare per sidux+kde...

Il cordoglio è tanto e giro il mio abbraccio virtuale ai parenti di Dj. Non l'ho mai conosciuto di persona, ma è stato un prezioso compagno di "configurazioni".

Ciao e grazie di tutto.

Una nuova censura

Qualche giorno fa ho appreso la notizia che tre dirigenti di Google sono sati condannati da un tribunale italiano. Da un estratto da Repubblica.it: "Per la prima volta al mondo, tre dirigenti di Google, il più popolare motore di ricerca su Internet, sono condannati per violazione della privacy. La sentenza, che provoca di fatto un caso diplomatico tra Usa e Italia, è del tribunale di Milano: il giudice Oscar Magi ha comminato sei mesi di carcere (con pena sospesa) a tre dirigenti della società americana - David Carl Drummond, ex presidente del cda di Google Italia, George De Los Reyes, ex membro del cda di Google Italiae Peter Fleitcher, responsabile delle strategie del gruppo - ritenendoli colpevoli di non aver impedito la diffusione di un video nel quale un ragazzo torinese con ritardo mentale era preso in giro e umiliato dai suoi compagni di scuola."

Fondamentalmente secondo il tribunale di Milano, Google dovrebbe monitorare ogni singolo file o contenuto messo online, per garantirne la sua corretta divulgazione.

IMPOSSIBILE!

Cari conterranei togati, voi di internet non ci capite molto. Il video in questione è odioso e siamo tutti concordi su questo, ma è difficilissimo, se non impossibile, vigliare sui contenuti web, vuoi per la mole dei dati, vuoi perché semplicemente non è da società civile, ma bensì da regime un tale comportamento.

Siamo entrati in un nuovo modo di fare "la rete" e la sigla Web 2.0 che tanto piace ai media, simboleggia il passaggio dal web passivo, dove l'utente fruiva dei contenuti e basta, a quello attivo, dove l'utente diviene "IL" protagonista. Se iniziassero a censurare risorse faro della rete come Youtube o similari, cosa sarebbe di questa libertà? Un disastro al quale non arriveremo, proprio perché la libertà di scelta imporrà anche ai legislatori uno sguardo attento, rendendosi conto che un progetto censoreo è in fin dei conti non realizzabile.

La rete è viva e non vuole essere imbrigliata: tu da che parte stai?

07 febbraio 2010

Dormo poco..

..e lavoro troppo. E la mancanza di sonno provoca scherzi non sempre piacevoli al mio limaccioso calcolatore neurale. Quindi la mente viaggia e quando di vita ne hai già vista un po', ti accorgi che le tue abitudini sono tue, ma non sempre accettate dagli altri. Ti capita di guardare con ostilità il tuo interlocutore solo perché non capisce che dietro ai tuoi gesti si cela magari un disagio. Non hai difese però, puoi solo fortificare le protezioni e lo fai con lo yogurt tutti i giorni e diffondendo nella stanza di lavoro le note che più preferisci.

Avevo 18-20 anni quando esplose nel mondo il Grunge e quel periodo mi segnò profondamente. Ancora oggi che sono passati 20 anni o quasi, passo le notti di programmazione ad ascoltare la musica di quegli anni e fortunatamente la tecnologia mi assiste in questo, trovando nella madre di tutte le reti diverse fonti nostalgiche.

E così mi giungono all'orecchio le note dei miei Nirvana, dei Pearl Jam, dei Soundgarden, degli Alice in Chains, dei Mother Love Bone, dei Melvis e di tanti altri che mi fanno stare in pace al mondo.

Qualche volta però sono sadico e cambio per qualche minuto la mia routine e mi concedo sguardi diversi, anzi un orecchio diverso. Non cito il nome della stazione radio o del canale tv che ho osservato (anche perché la ignoro in questo momento), ma sono rimasto basito da quanto ho ascoltato/visto. Non posso fare nomi di quanto proposto perché non conosco quelle cose che si spacciano per cantanti, ma vorrei solo capire che c'è in questa nouvelle vague musicale. Beh lasciatemelo dire, nulla di buono. Dove sono finite le band che ci mettono sudore e sangue in quello che fanno? Sono semplicemente ignorate dalle etichette che preferiscono illudere ed arrapare le giovani mente propagandando una musica sterile e priva di contenuti.

La mia domanda, alla quale nessuno mi risponderà mai, è perché. Le cantine sono piene dei nuovi Nirvana o dei nuovi Metallica (a seconda dei gusti) e li lasciamo marcire per un disco di una Lady Gaga in più? Cari amici miei direi che siamo messi davvero male. Nessuno mi può dire che sono gusti musicali diversi e che c'è del contenuto diverso, ma sempre valido, questo non è vero. I fenomeni commerciali sono spinti per vendere al di la di quanto hanno da proporre e questo mi fa terribilmente incazzare. Lo confesso sono un integralista e se un pezzo non ha un basso, una chitarra ed una batteria ad accompagnare una voce, mi infastidisco. Ovvio che ci sono delle mirabili eccezioni, ma anche delle mirabili schifezze.

A chi sono rivolte queste parole di sfogo? A nessuno su questo pianeta, ma tu Dio del Rock sai cosa devi fare... Fulminali o vendicativo sovrano...

03 febbraio 2010

Vecchia ciabatta

Quando avevo qualche anno in meno pensavo proprio che "i grandi" fossero dei completi idioti e non capissero un beneamato niente (per non voler dire peggio). Si perché non riuscivo proprio a capire come mai non si riuscisse a stabilire un dialogo che non terminasse con: "io sono grande e tu sei ancora piccolo per capire queste cose". Cazzate mi dicevo, ma poi lasciavo che le cose scorressero sotto il ponte, tante avevo altri interessi e non parlo di astrofisica.

Poi gli anni sono passati e senza rendermene conto a neanche quarant'anni sono diventato io quell'idiota. Davanti alla gioventù ho intuito che ora sono loro a guardarmi come quell'idiota che non capisce nulla e fatica a seguirli. Poi però mi sono accorto che i discorsi e le priorità dei più giovani mi sono aliene perché sono delle ovvietà e nella maggior parte dei casi basate su un assoluto materialismo e desiderio di possessione. E quindi forse ero anch'io così e mi trovavo nella condizione di non ascoltare ed anzi trattare con sufficienza qualcuno che cercava semplicemente di spiegarmi la vita.

Bella scoperta, purtroppo ora non mi serve più. Si perché col passare del tempo ho imparato altro. Se prima esistono dei maestri da seguire ed imitare, poi col tempo questi si trasformano in demoni assetati del tuo sangue pronti a lucrare ed a speculare su di te (lascio fuori i parenti stretti, ma poi non sempre).

E quindi? Ascoltare i grandi quando si è giovani e non ascoltarli quando si è più grandi. Buon punto di partenza questo, con un solo problema: se il mio modello giovanile è una testa di cazzo, cosa diventerò io?

Rispondetevi da soli, io intanto lascio andare radio grunge.

Tondo è bello...

Tondo è bello...