16 gennaio 2018

Addio Dolores

Era la fine del 1994 e non conoscevo i Cramberries e neppure Dolores O'Riordan. Anzi, a dire il vero ascoltavo tutt'altra musica visto che ero completamente avvolto dall'onda emotiva del grunge, che viveva un crepuscolo drammatico e violento, iniziato con la perdita qualche mese prima di uno dei suoi profeti, o forse dovrei dire il suo profeta, Kurt Cobain. Non pensiate che stia esagerando e che termini come profeta si addicano ad altro e non certo alla musica, fidatevi, per la mia generazione era una sorta di messia.

Già la mia generazione, quella che poi qualcuno avrebbe definito Generazione X, all'epoca non aveva più valori e non credeva in niente.

La religione? Non scherziamo, non ci interessava per nulla, al massimo eravamo atei, ma in realtà non ce ne fregava davvero un cazzo. Beh allora la politica? Ah qui invece l'interesse era... pure più basso, visto che il crollo del muro di Berlino prima e lo scandalo di mani pulite poi, ci aveva allontanato da quel mondo. Cosa restava ai ventenni degli anni novanta se non la musica? Da giovane squattrinato e pieno di insoddisfazione trovai una facile fuga da tutto proprio nella ribellione che era rappresentata dal sound di Seattle perché era così che mi vedevo: arrabbiato e con indosso la camicia di flanella pescata chissà in quale cesto dei vestiti vecchi. Non era una moda per me, ero fatto così.



Quindi i Cramberries da Dublino non erano esattamente i miei compagni di viaggio, no di certo. Ma arrivò alle mie orecchie Zombie e fu una sorpresa ed una scossa. Quella voce, ma chi cantava quel pezzo? Nel 1994 non era così facile avere accesso alla musica come lo è oggi, non esistevano certo Youtube o Spotify, al massimo c'era Videomusic.. Oltretutto non avevo soldi, comprare un disco era complicato, se lo avessi fatto per due settimane sarei dovuto restare a casa e niente Velvet il sabato sera, non era proprio possibile. Però il destino mi venne incontro ed il ragazzo di mie sorella, che era più grande di me e con un lavoro vero, si era comprato qualche CD tra i quali frugai e tralasciando Zucchero e Rod Stewart, c'era proprio No Need To Argue che ancora non sapevo fosse l'album che stavo cercando. Però vedendo Zombie tra i pezzi decisi di ascoltarlo, solo perché mi era piaciuto un "sacchissimo". E così conobbi Dolores e fu amore a primo ascolto. Non era il mio genere, non c'era nulla di tremendamente sconvolgente che mi facesse impazzire, no di certo, ma c'era lei con quella sua voce così particolare. Consumai quell'album, inutile dire che non lo restituii mai (è ancora qui con me) e chiedo scusa ancora oggi, ma non potevo più separarmi da lei.

Cosa strana è rimasto un caso quasi isolato, non mi sono mai avvicinato al genere pop-rock, anche se dei Cramberries ho preso praticamente tutto, recuperando negli anni quello che avevano pubblicato. Ed il motivo è sempre lo stesso, Dolores. La sua voce, il suo particolare modo di cantare, mi ha sempre smosso dentro qualcosa che andava oltre le gabbie mentali dentro le quali soggiornavano le mie orecchie.

Un altro caso strano, almeno per me, mi ha portato a scambiare due chiacchiere con un simpatico irlandese che mi insegnò la differenza tra glass e pint visto che al bancone di un pub di Temple Bar ordinai una birra media (sì, dissi proprio medium beer... che rozzo ed incivile), suscitando indignazione ed ilarità. Beh solo qualche minuto dopo la sua uscita di scena degli amici irlandesi mi dissero che quello era Mike Hogan e che c'era anche Dolores in quel pub. Insomma ci incrociamo a distanza di pochi metri e gli avrei voluto dire solo... grazie.

Ma ora Dolores non c'è più, ci ha lasciato così come tanti altri protagonisti musicali della mia gioventù prima di lei, ultimo in ordine di sventura Chris Cornell. Con tutti loro un pezzetto di me è morto, troppe ore passate insieme per far finta che in fondo tutto sia come prima. No, non lo è, ci hanno lasciato artisti straordinari e che hanno profondamente segnato il mio animo, e per me non è cosa da poco.

Certo, ci siamo divertiti, fottutamente divertiti, e se quella sera a Dublino non te l'ho potuto dire lo faccio ora: "Grazie Dolores..."

08 gennaio 2017

Star Panda

Dov'è il panda?


24 dicembre 2016

Vero e sincero


03 settembre 2016

[Python.it] Python 2.x ancora al top, davvero?

Inutile nascondersi dietro un dito, l'eterna diatriba tra Python 2 vs Python 3 è stata (ed è?) un'autentica spina nel fianco di tutti i pythonisti, che forse mai fino in fondo hanno digerito questa "divisione" nel proprio linguaggio. Non è difficile capire che tutta la comunità si è dovuta prodigare per supportare due versioni non del tutto compatibili tra loro, anzi diciamo pure incompatibili, spendendo tanto tempo per adeguare/creare prodotti con una doppia compatibilità. Se da un punto di vista questo sdoppiamento ha portato ad un notevole incremento delle ore/lavoro non certo gradito, è pur vero che da un'altra ha permesso a tutti coloro avessero sviluppato con la versione 2.7, di non dover forzatamente rivedere completamente i propri piani e gettarsi forzatamente in una conversione alla nuova versione del linguaggio. Purtroppo in molti, forse troppi, sono risultati estremamente riluttanti al passaggio alla versione 3.x del linguaggio, ed ancora oggi la 2.x è presente praticamente ovunque.

Quale versione scegliere?
Ma cosa dice la Python Software Foundation in tal proposito?

Python 2.x is legacy, Python 3.x is the present and future of the language

Ok quindi cosa si deve scegliere per iniziare il percorso di apprendimento? La risposta che ho dato e che continuo a dare, almeno da qualche anno a questa parte, è che se si comincia da zero con Python e non si hanno particolari esigenze, non ci si devono porre troppe domande e scegliere la versione 3.x del linguaggio. Imparare direttamente questa versione, che diventerà prima o poi lo standard, è senza dubbio la più intelligente come scelta, passatemi il termine forse un po' troppo forte. Certo non sono cieco e mi rendo conto che se si trova la versione 2.7 del linguaggio praticamente ovunque, in questo momento sto pensando alle varie distribuzioni GNU/Linux, tutto potrebbe essere dannatamente complicato, ma non siano nati per soffrire?

Fatti questi bei discorsi da filosofo del **BIP**, ora apriamo l'angolo dell'autoflagellazione. Sì perché se vi ho appena suggerito di iniziare senza indugi con la versione 3.x del linguaggio, dovete sapere che tra luglio ed agosto di quest'anno, non cinque anni fa ma solo qualche giorno fa, i pacchetti installati tramite pip vedono una netta prevalenza della versione 2.7 del linguaggio ed il grafico sottostante intitolato Python 2.7 regna ancora sovrana nel 2016 forse ci da un bel indizio.



Conclusione
Vi tralascio tutta la serie di grafici che prendono in esame alcune librerie/framework di Python, perché sono tutti simili al precedente. Che siano presi in considerazione numpy, matplotlib, pandas, etc... sembra chiaro che la versione del linguaggio 2.7 sia ancora la più utilizzata. Questo però se da una parte vuole dimostrare che i programmatori sono pigri nel passare alla nuova versione del linguaggio (ovviamente scherzo, non è pigrizia ma un'analisi tra costi e benefici), dovete sapere che la EOL (end of life) della versione 2.7 è fissata nel 2020, quindi anche in questo caso è davvero una scadenza prossima.

La versione 2.7 regna è vero, ma la 3.x ne richiederà la testa prima o poi, sappiamo già che sarà la vincitrice designata.

17 agosto 2016

Google ti prego, ripensaci...


06 giugno 2016

NBA impersonator

Trovo Brandon Armstrong un genio assoluto, riesce a cogliere delle sfumature che fanno letteralmente morire se si conoscono vizi e virtù dei personaggi imitati.


04 giugno 2016

Famous Cellphone Ringtones Played On The Piano

Lo sapevo che prima o poi qualcuno avrebbe riconosciuto la "grandezza" del "piccolo".


22 maggio 2016

[Python.it] Risorse per imparare Python

Libri cartacei (Italiano)
Python di Marco Beri [Guida tascabile, ottima per immergerti subito nel linguaggio]
Imparare Python di Mark Lutz [La storia dell'insegnamento di Python]
Programmare con Python - Guida completa di Marco Buttu [Ottimo testo]
Programmare in Python di Kenneth A. Lambert

Libri digitali (Italiano)

Pensare in Python di Allen B. Downey
Immersione in Python 3 di Mark Pilgrim

Libri cartacei (Inglese)
Nota: Ovviamente esistono molte delle versioni elencate in italiano.
Learning Python 5th edition di Mark Lutz [Versione aggiornata di Imparare Python]
Python Cookbook di David Beazley e Brian K. Jones [Fuori concorso perché non è una guida per principianti, ma è essenziale su ogni scrivania di un programmatore Python]

Libri digitali (Inglese)
Learn Python the Hard Way di Zed Shaw [Video e tutorial, con risorse anche a pagamento]
Think Python di Allen B. Downey
Invent with Python di Albert Sweigart [Non solo un libro, ma ben quattro]

Ritorno al passato

Ci sono delle operazioni nostalgia che non possono lasciare indifferenti. Ed è in questa sfera che si colloca questo Dino Dini's Kick Off Revival che riporta i ricordi al passato, da quando bambino sulla mia fedele Amiga cercavo di conquistare il mondo.


21 maggio 2016

[Python.it] Piccole operazioni su dizionari

Piccole operazioni su dizionari.
>>> d
{'Daniele':7, 'Gabecon':1000, 'Carlo':2000}

>>> d["Gundam"] = 10000 #Aggiungiamo Gundam con valore 10000

>>> d
{'Gundam': 10000, 'Carlo': 2000, 'Daniele': 7, 'Gabecon': 1000}

>>> d["Gundam"] #Controlliamo solo Gundam
10000

>>> d["Gundam"] = 20000 #Modifichiamo Gundam a 20000

>>> d
{'Carlo': 2000, 'Daniele': 7, 'Gabecon': 1000, 'Gundam': 20000}

>>> del d["Gundam"] #Togliamo Gundam

>>> d
{'Carlo': 2000, 'Daniele': 7, 'Gabecon': 1000}
>>> d
{'Carlo': 2000, 'Daniele': 7, 'Gabecon': 1000}

#######################################
## Salviamo il dizionario in un file ##
#######################################

>>> type(d)
dict

>>> d['Gundam'] = 10000

>>> import json

>>> with open("/path/di/file.txt","w") as f:
        json.dump(d,f)

>>> f.closed
True

>>> with open("/path/di/file.txt", "r") as f:
        d = json.load(f)

>>> d
{u'Carlo': 2000, u'Daniele': 7, u'Gabecon': 1000, u'Gundam': 10000}

>>> type(d)
dict

Tondo è bello...

Tondo è bello...